MOBILITÀ ANNUALE, GILDA: A RISCHIO FIRMA CONTRATTO

 "A rischio la firma del CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2017/2018". A

dichiararlo è la Gilda degli Insegnanti dopo un incontro molto animato che si è svolto questa mattina al Miur tra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali.

"Siamo pronti a non siglare il contratto - spiega la Gilda - perché non è stata accolta alcuna delle nostre tre richieste avanzate il 13 luglio scorso riguardanti l'eliminazione dell'obbligo di convivenza per il ricongiungimento al genitore; la possibilità di presentare domanda di assegnazione provvisoria tra comuni diversi della provincia degli aventi diritto; il superamento della limitazione abnorme nel diritto ad esprimere preferenze.

Inoltre l'Amministrazione non ci ha fornito nessuna spiegazione sul motivo del diniego".

"Ancora più assurda la convocazione di questo incontro nell'ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini fissati per oggi. Si tratta di un comportamento che denota una mancanza di rispetto nei nostri confronti e - conclude la Gilda - che deteriora ulteriormente le relazioni sindacali".

Roma, 31 agosto 2017

SUPPLENZE, GILDA: SU LIMITE 36 MESI MIUR EMANI NOTA INTEGRATIVA

"Nella circolare sulle supplenze emanata il 29 agosto, il Miur ha citato soltanto la legge 107/2015, omettendo di specificare che, in base a quanto stabilito dalla legge di Bilancio del 2017, il calcolo dei 36 mesi deve partire dal 1 settembre 2016.

Si tratta di una dimenticanza grave che rischia di creare grande confusione nelle scuole su un argomento molto delicato".

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che chiede all'Amministrazione di emanare una nota integrativa per evitare inutili contenziosi.

"Riteniamo comunque - aggiunge Di Meglio - che il comma 131 della legge 107/2015, con cui si vieta l'assunzione dei supplenti che abbiano prestato servizio su posti vacanti e disponibili per oltre 36 mesi, a partire dal 2019 sarà causa di innumerevoli ricorsi e probabilmente finirà all'attenzione della Corte Costituzionale".

Roma, 31 agosto 2017

L’INAMOVIBILITÀ DEI DOCENTI È UN FALSO PROBLEMA

fedeli"L'inamovibilità dei docenti di cui parla la ministra Fedeli è un falso problema, perché la normativa attuale prevede la possibilità di sanzionare, e nei casi più gravi anche di rimuovere e destinare ad un'attività diversa dalla didattica, un insegnante incapace".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, replica alle dichiarazioni rilasciate ieri dalla titolare di viale Trastevere durante il Meeting di Cl a Rimini.

LICEO BREVE, DI MEGLIO: SPETTA AI COLLEGI DOCENTI VOTARE LE PROPOSTE

Bills-blog-images_07_1"Poiché spetta ai collegi dei docenti deliberare sulla sperimentazione dei licei brevi, lanciamo un appello ai colleghi affinché valutino attentamente i progetti di adesione al bando del Miur ed esprimano un voto che tenga conto di tutte le criticità e delle ricadute che l'accorciamento del percorso di studi potrebbe avere sulla preparazione degli alunni e sull'organico del corpo docente".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il Piano nazionale di sperimentazione lanciato da viale Trastevere per portare gli studenti dei licei e degli istituti tecnici a diplomarsi in quattro anni.

"Il testo del decreto non è ancora stato pubblicato, ma l'impressione è che si tratti di uno specchietto per le allodole: ridurre di un anno l'iter formativo dei ragazzi non significa garantire automaticamente un posto di lavoro appena terminata la scuola superiore. Se l'obiettivo è metterci al passo con gli altri Paesi europei, - afferma Di Meglio - la strada da seguire non è questa.

Occorrerebbe, invece, realizzare diversi corsi di studio e rivedere l'intera organizzazione".

Il coordinatore della Gilda sottolinea che "il liceo breve di quattro anni è stato già sperimentato in questi ultimi anni, ma non sappiamo con quali risultati". Inoltre, secondo Di Meglio, non va sottovalutata la questione occupazionale: "Tagliando di un anno il percorso di studi, si ridurrebbe anche il corpo docenti. Si tratta di un aspetto che inevitabilmente suscita preoccupazione".

Roma, 8 agosto 2017