DIPLOMATI MAGISTRALE, GILDA: POLITICA TUTELI INTERESSI DI TUTTI

"Urge una soluzione politica che tenga conto del rispetto dei legittimi interessi di tutti".

È quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alla questione dei diplomati magistrali e agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato.

"Si tratta di un pasticcio creato dal Ministero dell'Istruzione che sull'ingresso nelle Graduatorie ad esaurimento ha varato norme confuse interpretate poi in modi contrastanti dalla Magistratura. Adesso è compito della politica risolvere il problema.
Tra l'altro - sottolinea Di Meglio - non si può non tener conto di tutti quei precari che hanno conseguito un diritto alla stabilizzazione in base alle norme europee avendo superato i 36 mesi di servizio.

Non si può neppure far finta di non vedere che nelle regioni centro-settentrionali c'è un'assoluta carenza di docenti per la scuola primaria e che le relative graduatorie sono in molti casi esaurite. Inoltre i numerosi pensionamenti previsti determineranno la disponibilità di ulteriori e numerosi posti in organico".

"Occorre salvaguardare tutte le posizioni - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - evitando licenziamenti di massa ed inutili guerre tra insegnanti".

Roma, 26 febbraio 2018

COMUNICATO sull’Istituto G.M. Devilla, firma contratto d’Istituto.

La RSU espressione della Gilda degli Insegnanti , non firma il contratto di Istituto del “ GM. Devilla “.
L‘epilogo della contrattazione nazionale ha marcato la differenza fra le componenti sindacali. Da una parte le confederazioni sindacali CISL UIL CGIL , firmatarie di un “contratto elemosina” , che arriva dopo nove anni di vacanza contrattuale e dall’altra la GILDA che pone alla base del proprio agire la tutela della professione e della dignità docente .
Così nell’Istituto “Devilla” le RSU CGIL e CISL firmano il contratto che calpesta le determinazioni assunte dall’assemblea dei dipendenti di dicembre 2017 .
La RSU della Gilda degli Insegnanti , aveva chiesto a suo tempo che le proposte Dirigenziali sulla ripartizione del FIS , venissero portate in discussione nell’assemblea dei dipendenti della scuola , in particolare per decidere sulla ormai storica partita della suddivisione del FIS tra corpo docente e personale ATA .
L’assemblea aveva deciso che la ripartizione del Fondo d’Istituto avvenisse in modo da riequilibrare le percentuali ed in particolare che i residui dei  precedenti esercizi venissero utilizzati con la destinazione originaria (residuo docenti ai Docenti e idem per gli ATA) , anche per incrementare la retribuzione
delle attività aggiuntive che i docenti svolgono attualmente a titolo quasi gratuito , a causa della cronica mancanza di fondi.
Mentre la RSU Gilda , ritenendo che sia l’assemblea dei lavoratori la massima espressione di rappresentanza , ha mantenuto in sede di contrattazione la posizione dell’assemblea chiedendo che la ripartizione avvenisse secondo le decisioni della stessa ed esprimendo la indisponibilità alla firma di questo contratto che mortifica ulteriormente il corpo docente ,questo non è avvenuto da parte della RSU CGIL e CISL che non hanno voluto tener conto delle decisioni suddette ed hanno firmato .
La GILDA chiede da anni , oltre alla contrattazione separata come per il comparto Sanità, che la retribuzione delle attività accessorie avvenga in modo chiaro e con parametri nazionali e soprattutto costituisca parte integrante  ella retribuzione docente anche ai fini previdenziali , per evitare quello che abbiamo descritto e che non abbiamo voluto sottoscrivere .

MAIORANA DI CATANIA, GILDA MINACCIA LE VIE LEGALI

registro elettronicoAlla luce della sentenza emessa dal tribunale di Trani, che ha dato ragione alla docente sanzionata per non aver utilizzato il registro elettronico, Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ritorna sul caso dei cinque docenti dell'istituto Majorana di Catania, sospesi per lo stesso motivo, e scrive alla dirigente scolastica invitandola a revocare la sanzione disciplinare.

Nella lettera indirizzata alla preside della scuola del capoluogo etneo, Di Meglio rileva che, dagli atti esaminati, non risulta esistano i presupposti giuridici per rendere obbligatoria l'adozione del registro elettronico.

Oltre ai computer, infatti, mancano la delibera degli organi collegiali, il regolamento attuativo nazionale e il parere del Garante della privacy.

Se non ci sarà il dietrofront da parte della dirigente scolastica, la Gilda percorrerà le vie legali.

Roma, 22 febbraio 2018

Appello a tutti gli Insegnanti.

Collega,
l‘epilogo della contrattazione nazionale ha marcato la differenza fra le componenti sindacali.
Da una parte le confederazioni sindacali CISL UIL CGIL , firmatarie di un “contratto elemosina” , che arriva dopo nove anni di vacanza contrattuale e dall’altra chi pone alla base del proprio agire la tutela della professione e della dignità docente .
Da una parte chi ritiene la scuola una istituzione al “servizio” delle famiglie , dall’altra chi come la GILDA ritiene la scuola pubblica un servizio che lo Stato democratico fornisce alla società.
Siamo costretti da norme create dai firmatari del contratto a partecipare alle elezioni per la formazione delle RSU di Istituto ,pur non condividendone la funzione attuale ridotta alla distribuzione delle risorse del FIS , in quanto riteniamo che il compenso del FIS debba far parte del montante contributivo e quindi inserito nello stipendio .
Partecipiamo per dare voce ai colleghi altrimenti schiacciati dalla figura Dirigenziale e da quelle componenti firmatarie del contratto “elemosina” .

Ti chiediamo di candidarti con la FGU Gilda-Unams , non ti pentirai e potrai contribuire alla tutela del corpo docente e alla rinascita della scuola pubblica .

E’ facile , contatta la Direzione Provinciale della Gilda ,presso la sede in Piazza Colonnello Serra 12/A , al n. 079/239185 o 3401980880 oppure tramite mail gilda.ssot@gmail.com .

CONTRATTO, GILDA NON FIRMA: INSUFFICIENTI LE RISORSE ECONOMICHE

COMUNICATO STAMPA

No della Federazione Gilda-Unams al contratto. Dopo una lunga ed estenuante trattativa all’Aran iniziata ieri pomeriggio e terminata questa mattina alle 7,45, la FGU ha deciso di non firmare il rinnovo contrattuale perché le risorse economiche stanziate dal Governo non consentono di colmare la forbice stipendiale tra il personale della scuola e quello degli altri comparti del pubblico impiego.
“Soltanto 80 dei 200 milioni del bonus per il merito sono confluiti nella retribuzione – spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – mentre tutto il resto è stato destinato alla contrattazione di istituto per la valorizzazione del personale. Inoltre, per quanto riguarda la mobilità, giudichiamo negativamente l’obbligo di permanenza triennale
nella sede ottenuta per il trasferimento”.
La trattativa serrata ha comunque consentito di raggiungere importanti miglioramenti per la parte normativa rispetto alla prima bozza e di evitare ricadute negative della legge 107 sul contratto. Resta, dunque, invariato l’orario di servizio (comprese le 40+40), non vengono introdotti compiti aggiuntivi obbligatori e non retribuiti né per la formazione, né per l’Alter –
nanza Scuola-Lavoro, il Collegio dei Docenti mantiene la prerogativa di deliberare il piano delle attività e non viene modificata la funzione docente. Per quanto concerne la delicata materia disciplinare, è stato stabilito il rinvio ad una successiva sequenza contrattuale.
“Per la FGU, la valutazione complessiva del contratto – conclude Di Meglio – non raggiunge la sufficienza”.

CONTRATTO, GILDA NON FIRMA: INSUFFICIENTI LE RISORSE ECONOMICHE

salarioNo della Federazione Gilda-Unams al contratto.

Dopo una lunga ed estenuante trattativa all'Aran iniziata ieri pomeriggio e terminata questa mattina alle 7,45, la FGU ha deciso di non firmare il rinnovo contrattuale perché le risorse economiche stanziate dal Governo non consentono di colmare la forbice stipendiale tra il personale della scuola e quello degli altri comparti del pubblico impiego.

"Soltanto 80 dei 200 milioni del bonus per il merito sono confluiti nella retribuzione - spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti - mentre tutto il resto è stato destinato alla contrattazione di istituto per la valorizzazione del personale.

Inoltre, per quanto riguarda la mobilità, giudichiamo negativamente l'obbligo di permanenza triennale nella sede ottenuta per il trasferimento".

La trattativa serrata ha comunque consentito di raggiungere importanti miglioramenti per la parte normativa rispetto alla prima bozza e di evitare ricadute negative della legge 107 sul contratto. Resta, dunque, invariato l'orario di servizio (comprese le 40+40), non vengono introdotti compiti aggiuntivi obbligatori e non retribuiti né per la formazione, né per l'Alternanza Scuola-Lavoro, il Collegio dei Docenti mantiene la prerogativa di deliberare il piano delle attività e non viene modificata la funzione docente.

Per quanto concerne la delicata materia disciplinare, è stato stabilito il rinvio ad una successiva sequenza contrattuale.

"Per la FGU, la valutazione complessiva del contratto - conclude Di Meglio - non raggiunge la sufficienza".

Roma, 9 febbraio 2018

DOCENTI SOSPESI, DI MEGLIO: “SUL CASO DEL MAIORANA DI CATANIA INTERVENGA IL MINISTRO”

computer_crash "Quella dell'istituto Maiorana di Catania è una situazione kafkiana".

È quanto dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alla vicenda dei 5 docenti sospesi per non aver utilizzato il registro elettronico nonostante la scuola del capoluogo etneo sia carente di computer.

"L'uso del registro elettronico deve essere approvato dal Collegio dei docenti e, poiché al Maiorana di Catania, secondo quanto riferito dai docenti, questo passaggio non è mai avvenuto, nell'operato della dirigente potrebbero ravvisarsi profili di violazione del codice penale. Considerato, poi, che le aule dotate di computer sono molto poche, non si capisce come gli insegnanti possano compilare in tempo reale i loro registri.

AGGRESSIONI AI DOCENTI, DI MEGLIO: RUOLO INSEGNANTE SVILITO DALLA POLITICA

Alex-Arancia-meccanica-Burgess-1 "La responsabilità della drammatica escalation di violenza nei confronti dei docenti è principalmente della politica".

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le sempre più frequenti aggressioni fisiche ai danni dei docenti.

"Il ruolo dell'insegnante - dichiara Di Meglio - è stato progressivamente svuotato, prima di qualsiasi autorità, e poi di autorevolezza.

Si tratta della logica conseguenza delle scelte operate dalla politica che hanno volutamente trasformato la scuola da istituzione a servizio socio-assistenziale e alunni e famiglie in consumatori da soddisfare".

"L'insegnante che tenta di fare il proprio dovere - prosegue il coordinatore della Gilda - viene spesso considerato un 'disturbatore': se redarguisce o valuta negativamente, rischia richiami e punizioni, denunce in tribunale ed ora anche aggressioni".

"Assegnando sempre più potere ai dirigenti scolastici e sempre meno agli insegnanti, la legge 107/2015 è stato l'ultimo tassello di questa deriva.

E adesso, di fronte a questi episodi di cronaca ormai nera, - conclude Di Meglio - assistiamo alle solite lacrime di coccodrillo".

Roma, 2 febbraio 2018