Supplenze 2019, incontro al Miur

Affrontate alcune questioni relative alla circolare sulle assunzioni a tempo determinato di imminente emanazione

 

Questa mattina presso il Ministero dell´Istruzione si è tenuto un incontro per discutere alcune questioni relative alla circolare sulle assunzioni a tempo determinato di imminente emanazione.

Riportiamo di seguito una sintesi di quanto è emerso nel corso della riunione.

Completamento orario
È stato stabilito che il completamento deve essere attribuito anche frazionando la cattedra o il posto intero in tutti gli ordini di scuola.
Analogamente è stato convenuto che lo stesso principio si applichi al personale ATA.
Quanto alla gestione amministrativa del rapporto di lavoro, a differenza che in passato, gli interessati stipuleranno un unico contratto, comprensivo dello spezzone di titolarità e di quello di completamento, con il dirigente dell´istituzione scolastica con il maggior numero di ore.
Sarà cura dello stesso dirigente disporre l´acquisizione al Sidi della posizione del docente interessato.

EDUCAZIONE CIVICA, DI MEGLIO: RINVIARE INTRODUZIONE INSEGNAMENTO

Rinviare all'anno scolastico 2020/2021 l'introduzione dell'insegnamento di Educazione civica per dare a scuole e docenti il tempo necessario per predisporre le indispensabili attività di formazione.

È la richiesta avanzata da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della FGU - Gilda degli Insegnanti, al ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti.

"In sede di audizione presso le Commissioni parlamentari, - scrive Di Meglio nella lettera indirizzata al titolare di viale Trastevere - la nostra organizzazione sindacale ha espresso molte osservazioni critiche, segnalando, in particolare, la totale mancanza di risorse per attuare l'insegnamento dell'Educazione civica, che scarica sulle scuole e sugli insegnanti tutte le procedure e i relativi carichi di lavoro senza prevedere adeguati compensi.

L'entrata in vigore del provvedimento ad anno scolastico iniziato, inoltre, renderà molto complessa per le scuole l'attivazione della nuova disciplina, con ricadute non positive sulla qualità di tale insegnamento".

 

Roma, 26 agosto 2019

NOMINE IN RUOLO, DI MEGLIO: “INSUFFICIENTI E CAOTICHE”

nomine_sardegna_2019 "Come da copione, anche il prossimo anno scolastico inizierà sotto la cattiva stella della 'supplentite', con il solito valzer di precari e la conseguente discontinuità didattica che si ripercuoterà sugli studenti".

È l'allarme lanciato dalla Gilda degli Insegnanti, che torna a segnalare l'inefficienza della macchina amministrativa provocata anche dal collasso degli uffici periferici, i cui organici sono ormai ridotti all'osso.

"Alla cronica carenza di personale, adesso acuita dai pensionamenti di Quota 100, si somma la mancanza, da parte degli USR, di una linea univoca di interpretazione delle varie norme che regolano le nomine.

Senza un'omogeneità nella loro applicazione - sottolinea il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio - si rischia di ledere diritti e, quindi, di alimentare il contenzioso. La regionalizzazione dell'amministrazione scolastica, dunque, non ne ha migliorato il funzionamento".

Notevoli, inoltre, i disordini e i disguidi che stanno contrassegnando le operazioni di nomina dei docenti in corso in questi giorni.

"In molte città la situazione è critica, come ci segnalano le nostre sedi territoriali - spiega Di Meglio - A Catania, per esempio, presunti errori nella formazione delle graduatorie hanno reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine, mentre a Venezia in alcuni casi le assegnazioni di oltre 200 cattedre sono avvenute in aule che potevano ospitare un massimo di 60 persone, costringendo tanti futuri docenti ad estenuanti attese sotto il solleone".

"In ogni caso - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - le 53mila ipotetiche immissioni in ruolo stabilite dal Governo non sono sufficienti per coprire tutti i vuoti di organico".

Roma, 22 agosto 2019

PRECARI, GILDA: SE DECRETO FALLISCE, FUORI I NOMI DEI MINISTRI CONTRARI


“Se il decreto sui precari non approderà in Gazzetta Ufficiale a causa della cieca opposizione di qualche esponente del Governo, chiediamo la massima trasparenza sui nomi di questi ministri. Se il provvedimento naufragherà, saranno loro a doverne rispondere a una platea di migliaia di docenti precari”.

A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

 

“Il decreto legge licenziato il 6 agosto scorso dal CdM con la formula ‘salvo intese’ - spiega Di Meglio ripercorrendo le tappe della vicenda - necessita della firma di tutti i ministri per poter essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È bene sottolineare che il provvedimento in questione è la traduzione in atto legislativo dell’accordo siglato il 24 aprile scorso a Palazzo Chigi dal premier Conte e dal ministro Bussetti a nome di tutto il Governo. Ecco perché è doveroso che chi si rifiuti di firmare il decreto, sancendone quindi il fallimento, se ne assuma personalmente la responsabilità. Speriamo che almeno questa parte dell’accordo riguardante la stabilizzazione dei precari venga salvaguardata”.

 

Il coordinatore nazionale della Gilda non nasconde la preoccupazione per le ricadute negative che la mancata approvazione del decreto provocherebbe sul sistema scolastico: “Il rischio è di perpetrare un precariato che mortifica i lavoratori e danneggia gli studenti. Se il decreto si infrangerà tra i marosi della politica, a farne le spese sarà come sempre chi la scuola la vive e la costruisce ogni giorno”.

 

 

Roma, 9 agosto 2019

Decreto precari, un primo passo avanti importante

oo_ss_unitarieDecreto precari, un primo passo avanti importante

Ora la politica si assuma la sua responsabilità

L’approvazione del decreto che dà attuazione all’intesa su reclutamento e precariato è un fatto importante, nonostante le riserve che ancora permangono in una parte della maggioranza e che spiegano la formula (“salvo intese”) con cui il Consiglio dei Ministri ha licenziato il provvedimento.

Un concreto passo avanti è stato fatto, ora è necessario che il decreto venga pubblicato e approvato in tempi brevi, senza cambiamenti sostanziali, e includendo anche la previsione di un concorso riservato ai facenti funzioni DSGA, in coerenza con i contenuti dell'intesa.

PRECARI: urgente approvare un decreto legge

oo_ss_unitariePRECARI: urgente approvare un decreto legge
Sindacati chiedono incontro al Premier Conte. 

Situazione critica, conferenza stampa martedì mattina.

 

Una precisa richiesta di intervento inviata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e una conferenza stampa fissata per le 12,00 di martedì 6 agosto, all'Hotel Nazionale di Roma: sono le iniziative promosse dai sindacati Istruzione e Ricerca per chiedere l'applicazione dell'intesa del 24 aprile scorso e sbloccare così la situazione di impasse che si è creata sul decreto precari.
Nei giorni scorsi il Mef ha autorizzato 53.627 assunzioni di docenti, 5mila in meno rispetto a quelle richieste.
Ad oggi, il decreto che dovrebbe dare il via al concorso riservato per l'assunzione di migliaia di precari non è stato ancora presentato in Consiglio dei Ministri.
FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams chiedono al Premier Conte che sia data piena attuazione all'intesa, a partire dalle misure straordinarie per superare il precariato del personale docente e ATA, compresi facenti funzione DSGA, risorse aggiuntive per il prossimo rinnovo contrattuale.
«Non ci rassegniamo al fatto che in Italia si investa sempre meno per il sistema di istruzione e ricerca – sottolineano i segretari generali dei cinque sindacati di categoria - rispetto alla media europea».
In assenza di un provvedimento urgente si profila un anno scolastico all'insegna delle supplenze e con un terzo delle scuole senza direttori amministrativi.
Al 1° settembre 2019, i posti da coprire saranno circa 150 mila e, in assenza di provvedimenti urgenti, la Commissione europea darà seguito all'ennesima procedura di infrazione già aperta contro l'Italia per abuso di contratti a tempo determinato.
La copertura con contratti a tempo indeterminato di tutti i posti disponibili e per tutte le professionalità rappresenta una misura indispensabile per assicurare la qualità del sistema.
«Al premier Conte con il quale chiediamo di confrontarci prima del prossimo CdM – concludono i segretari generali dei cinque sindacati di comparto – ricordiamo il valore dell'intesa sottoscritta con i rappresentanti di un milione e 200 mila dipendenti del comparto, che porta la sua firma».

Roma, 3 agosto 2019