Riaprire le scuole in sicurezza dev’essere oggi l’obiettivo di tutti

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Riaprire le scuole in sicurezza dev’essere oggi l’obiettivo di tutti
Attacchi incomprensibili e infondati ai sindacati non aiutano a risolvere i problemi

Riaprire le scuole in sicurezza dev’essere oggi l’obiettivo di tutti

Attacchi incomprensibili e infondati ai sindacati non aiutano a risolvere i problemi

 

Far ripartire le attività scolastiche in presenza è l’obiettivo per il quale da mesi stiamo lavorando, convinti che il diritto all’istruzione meriti di essere considerato da tutti un’assoluta priorità, da sostenere con forza non a parole, ma attraverso una politica di forte e significativo investimento, ancor più nel momento in cui è indispensabile adottare particolari modalità organizzative a tutela della salute dell’intera comunità sociale, non solo di quella scolastica.

Abbiamo per questo contribuito alla redazione del protocollo per il rientro a scuola in sicurezza il 1° settembre, ancora inattuato, così come avevamo a suo tempo collaborato attivamente alla stesura di quello che ha consentito di svolgere serenamente e positivamente gli esami di stato in presenza.

Si fa perciò molta fatica a trovare argomenti che possano giustificare i pesanti attacchi rivolti da più parti ai sindacati, tacciati ancora una volta, in modo generico e indistinto, di essere un freno ad un altrettanto generico e indecifrabile “cambiamento”.

Gilda: troppi problemi nelle nomine dei docenti.

caos_mobilita Gli uffici scolastici periferici sono impegnati con tutte le loro forze per terminare le operazioni di nomina in ruolo entro il termine perentorio stabilito dal Ministero per il prossimo 26 agosto.

I tempi ristretti e l’applicazione del nuovo sistema informatico stanno creando però una serie di gravi problemi, in particolare avviene che numerosi docenti vengano nominati in una provincia, diversa dalla propria, nell’ambito della regione, mentre dopo qualche giorno un collega dal punteggio anche decisamente inferiore trovi posto nel proprio stesso comune, in barba alla graduatoria.

Questo avviene per l’impossibilità dell’amministrazione di riuscire a registrare le rinunce alle nomine soprattutto dalle vecchie GAE. Il fenomeno è particolarmente rilevante nella scuola primaria, per le rinunce di massa dei diplomati magistrali immessi nelle graduatorie con riserva. In Sicilia, addirittura, a causa degli errori si sono dovute rifare tutte le nomine.

Gilda: sconcertante ed immotivato attacco.

rino di meglioTrovo sconcertante che chi guida il Ministero dell’Istruzione si esibisca in un violento ed immotivato attacco contro i sindacati, accusati di sabotare la riapertura delle scuole – dichiara Rino Di Meglio, Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

Non si possono invertire i ruoli: ai sindacati spetta di denunciare ritardi ed inadempienze, a chi governa di dimostrare concretamente di svolgere il proprio ruolo con efficienza ed imparzialità.

Un tanto sta scritto nella  Costituzione.

I cittadini, sindacati compresi, vorrebbero sapere quanti insegnanti di ruolo saranno in cattedra il 1 settembre prossimo, quanti saranno i posti vacanti da coprire con precari da rintracciare, quante aule mancheranno per accogliere in sicurezza le alunne e gli alunni e, infine quando arriveranno i banchi mancanti alle scuole che li hanno richiesti.

Inutile annunciare quante sono le domande di partecipazione ai futuri concorsi.

 

Riaprire le scuole è di vitale importanza. E’ questo che vogliamo, non cortine fumogene.

 

Roma, 21 agosto 2020

GILDA: Rientro a scuola a settembre, tempo quasi scaduto!

tempo in scadenzaLa Gilda degli Insegnanti dalla primavera, a scuole chiuse, ha chiesto con insistenza di individuare spazi e personale sufficienti per ridurre il numero degli alunni per classe e garantire così il distanziamento che ad oggi è l’unica misura davvero utile contro la diffusione del COVID-19.

Da settimane chiediamo inutilmente che il Ministero renda nota quale sia la reale situazione delle scuole e quali le necessità per ripartire in sicurezza.

GILDA: MAIL ISTITUZIONALE NUOVA, VECCHI PROBLEMI

mail_problemiNon c’è pace per i docenti che in questa estate devono aver a che fare con il Ministero dell’Istruzione.

Infatti, oltre ai noti e numerosi problemi dovuti al malfunzionamento delle piattaforme per le domande di concorsi e GPS, che hanno obbligato gli insegnanti a rimanere attaccati al computer giornate e nottate intere, in questi giorni molti docenti sono nuovamente in difficoltà a causa della decisione inattesa di modificare il sistema di posta istituzionale dell’ex MIUR.

Il timore dei tanti che partecipano alle procedure concorsuali ed alle altre attività gestite dalla piattaforma del ministero - afferma il coordinatore della Gilda degli Insegnanti - è di non ricevere più le comunicazioni dalle scuole o dagli uffici del Ministero dell’Istruzione, nella fase di passaggio tra la vecchia casella di posta nelle more dell’attivazione della procedura per ottenere la nuova casella di posta elettronica istituzionale (posta.istruzione.it).

GILDA: IL CRUSCOTTO DELLA MINISTRA, MISSION IMPOSSIBLE

interrogativiNel caldo ferragostano il personale delle oltre 8.000 scuole italiane è alle prese con le attività necessarie a far tornare in presenza e in sicurezza le studentesse e gli studenti in tutte le Istituzioni scolastiche dal mese di settembre.

Le difficoltà maggiori le scuole le stanno incontrando nel reperimento degli spazi che dovranno garantire il distanziamento e quindi la riduzione del numero di alunni per classe.

NOMINE IN RUOLO: PROCEDURE VESSATORIE E NUMERI IMPOSSIBILI

Il Ministero dell’Istruzione in questi giorni ha dato il via alle nomine in ruolo mediante procedure completamente informatizzate con le quali la Gilda stima che si riusciranno a stabilizzare realmente poco più di 20.000 precari, rispetto agli oltre 80.000 posti annunciati sui social in pompa magna dalla Ministra.

I docenti destinatari delle nomine non avranno alcun contatto fisico con l’Amministrazione, ma dovrebbero, tra il giorno 11 ed il 13 di agosto, connettersi con il sito del MI e scegliere la provincia di maggior gradimento, rinunciando contestualmente alle altre. In assenza di tali scelte l’Amministrazione procederà d’ufficio.

Non avendo la consueta possibilità di disporre del quadro delle nomine in anticipo, è lecito attendersi che molti docenti si troveranno nominati in provincie non desiderate o addirittura costretti a rinunciare al ruolo per la difficoltà connesse agli spostamenti dal luogo di abituale dimora. Tutto questo a causa della procedura adottata dal Ministero e dei ritardi in capo all’Amministrazione, aggravati dalla norma che ha introdotto il vincolo quinquennale di permanenza nella sede di nomina.

Come già fatto con la sospensione delle relazioni sindacali, la Gilda esprime il proprio profondo dissenso per questo tipo di procedura che, per i tempi ristretti, i ritardi accumulati e le modalità rigide utilizzate, finisce per comprimere i diritti e le giuste aspirazioni di migliaia di aspiranti docenti, trattati come numeri statistici, senza alcuna considerazione degli aspetti umani e professionali.

 

Roma, 11 agosto 2020

FGU-GILDA SOSPENDE LE RELAZIONI SINDACALI CON IL MINISTERO

penna_rottaLa FGU-Gilda degli Insegnanti sospende le relazioni sindacali con il ministero dell’Istruzione e chiede un chiarimento politico con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riservandosi di proclamare la mobilitazione dei docenti e di tutto il personale scolastico.

 

“Negli ultimi mesi, con grande sconcerto, – spiega il coordinatore nazionale Rino Di Meglio, che ha inviato una lettera ai vertici di Palazzo Chigi e viale Trastevere - abbiamo rilevato da parte del Ministero dell’Istruzione, a tutti i livelli, ripetuti tentativi di forzatura, nelle forme e nel merito, delle norme e consuetudini che regolano le relazioni sindacali.

Ad iniziare dal metodo, con tempi di convocazione degli incontri sempre più stringenti, anche quando l’emergenza non lo richiedeva, e testi dei provvedimenti presentati all’ultimo minuto oppure a riunione iniziata. Senza considerare, poi, quelli illustrati in prima serata in qualche talk show o in interviste alla carta stampata e di cui i sindacati ignoravano persino l’esistenza”.

 

Per proseguire nel merito, e solo per restare ai casi più significativi in cui il Ministero dell’Istruzione ha bypassato le relazioni sindacali: sono passati nel dimenticatoio i tavoli previsti dall’intesa del 19 dicembre scorso; sono state modificate le procedure per i concorsi e le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS); sono state adottate ordinanze per la conclusione dell’anno scolastico e sono state emanate le linee guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica senza tenere conto delle osservazioni e del contributo della rappresentanza sindacale.

 

Infine, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la discussione sulle risorse in termini di spazi e di organici per la ripartenza in presenza e in sicurezza e la presentazione della bozza delle linee guida sulla Didattica digitale integrata “con cui – lancia l’allarme Di Meglio – si vuole regolamentare la Didattica a distanza senza il passaggio contrattuale previsto dalla legge 41/2020.

A questo punto, riteniamo che sia stato oltrepassato il limite dell’accettabile e che, dopo aver tentato troppo spesso invano di instaurare un dialogo costruttivo con l’Amministrazione per il bene della scuola pubblica statale, sia giunto il momento di intraprendere altre strade per manifestare il nostro dissenso”, conclude il coordinatore nazionale.

 

Roma, 3 agosto 2020

FMOF, LA FGU-GILDA NON FIRMA IL CONTRATTO

La FGU-Gilda degli Insegnanti non firma il contratto sul FMOF (Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa) 2020/2021.

A motivare la decisione è la posizione da sempre assunta dalla Gilda e ribadita anche durante il recente confronto con il Ministero dell'Istruzione, per cui le somme dell'ex bonus merito istituito dalla legge 107/2015, pur se nell'ambito della contrattazione d'istituto, devono essere comunque destinate ad incentivare le attività degli insegnanti e non distribuite a tutto il personale scolastico.

"Si tratta di 142.800.000 euro destinati in origine soltanto ai docenti e che con questo contratto vengono messi nel calderone del FIS (Fondo delle istituzioni scolastiche) – spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti - estendendo a tutto il personale l'accesso al fondo, demandando alla contrattazione di istituto la ripartizione e i criteri di distribuzione e scaricando sulle RSU l'individuazione dei destinatari, con i prevedibili conflitti che questo può creare".

"In attesa di far confluire queste risorse nel CCNL, così da incrementare lo stipendio di tutti i docenti, - prosegue Di Meglio – avevamo chiesto che le somme dell'ex-bonus merito fossero separate dal FIS e riservate alle attività svolte dai docenti anche come forma di riconoscimento aggiuntivo legato alla didattica a distanza garantita a proprie spese e con risorse proprie.

Di fronte alla netta contrarietà dell'Amministrazione, abbiamo dunque deciso di non siglare il contratto e – conclude il coordinatore nazionale - invitiamo le RSU di ogni scuola a difendere i sacrosanti diritti e interessi dei docenti, proponendo che la quota dell'ex-bonus merito sia finalizzata al lavoro aggiuntivo del solo personale docente".

Roma, 3 agosto 2020