ORARIO LAVORO, INACCETTABILE SFRUTTAMENTO DEI DOCENTI ITALIANI

 

L’indagine condotta dall’Osservatorio dei conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli sulle ore effettive di lavoro dei docenti italiani conferma quanto denunciamo da tempo, e cioè che il lavoro sommerso degli insegnanti si è allargato a dismisura non solo per le lezioni da preparare e le verifiche da correggere, ma anche per tutto il carico di incombenze burocratiche di carattere perlopiù impiegatizio che nulla hanno a che fare con l’attività didattica.

Uno sfruttamento diventato inaccettabile”.

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. 

SPECIALE RSU 2022

Studente Udine, Di Meglio: “Non si può morire per maturare crediti, la scuola è altro”

Morti bianche a scuola? “Lo studente morto tragicamente a Udine in un’azienda non è solo una vittima di un incidente sul lavoro. La pratica dell’alternanza scuola lavoro va rivista. Non possiamo pensare di esporre i nostri studenti allo sfruttamento, o peggio a incidenti. Lo studente friulano è morto lavorando gratis per maturare crediti formativi. La Scuola è altro”.

A scriverlo in un post su Facebook è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

 

Roma, 22 gennaio 2022

 

  

                                                                                       

 

Dipartimento Università – Documento unitario su interventi urgenti per la sicurezza

Roma, 20 gennaio 2022 Prot. n. 16 /2022 flcgil GD stm
Alla Ministra dell’Università e della Ricerca Prof. ssa Cristina Messa
Al Capo di Gabinetto Prof. Giuseppe Recinto
Al Direttore Generale per la formazione universitaria, l'inclusione e il diritto allo studio Dott.ssa Marcella Gargano
e p.c. Ai Rettori e Direttori gener ali delle Università


L’università italiana è praticamente l’unico settore. sia nella pubblica amministrazione sia nelle realtà private, che in questa lunga emergenza pandemica non ha adottato a livello nazionale un protocollo di sicurezza o delle linee guida condivise con le organizzazioni sindacali.
L’unico testo oggi esistente è un allegato ai DPCM che ha semplicemente assunto alcune generiche indicazioni definite dalla CRUI. Questa mancanza ha determinato procedure e comportamenti molto diversificati nei cento atenei italiani, di cui 68 pubblici, sulla base di scelte discrezionali, ben oltre il semplice adeguamento delle misure di sicurezza alle differenti condizioni strutturali e contestuali, basti considerare le difformità delle indicazioni nelle diverse università sui distanziamenti o sui giorni di quarantena per i libri delle biblioteche).

Covid, Di Meglio: “Le percentuali di Bianchi danno idea riduttiva del disagio nelle scuole”

 

mascherine mutanda“Finalmente Bianchi, dopo mesi di richieste da parte nostra lasciate inevase, ha fornito alcuni dati che, però, si limitano alle percentuali e danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta i numeri snocciolati dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, durante l’audizione in VII Commissione alla Camera. 

“Comunque, le percentuali regionali non sono confrontabili, considerata l’enorme differenza di popolazione studentesca fra i vari territori. Per esempio, il dato del 4,9% di classi in DAD e quarantena relativo alla Campania è del tutto fuorviante, dal momento che un centinaio di sindaci ha emanato ordinanze di chiusura delle scuole dopo la pausa natalizia. Stesso discorso vale per la Sicilia (4,4%) e la Calabria (2,9%). Non si spiegherebbe altrimenti la differenza tra queste regioni e, per esempio, la Lombardia”. 

“Vogliamo comunque ricordare al ministro - sottolinea Di Meglio - che i sindacati, per legge e per contratto, hanno titolo ad accedere alle informazioni che riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sarebbe stato, dunque, opportuno che viale Trastevere avesse condiviso questi dati sistematicamente ogni settimana dopo averli ricevuti dalle scuole che li comunicano ogni martedì”. 

E, sempre in tema di sicurezza, il coordinatore nazionale della Gilda conclude con un riferimento alle “mascherine mutande del tutto inutili di cui le scuole sono state inondate e che occupano le già scarse aule scolastiche, mentre soltanto in queste ore iniziano ad arrivare in alcuni istituti le Ffp2”.

 

Roma, 19 gennaio 2022

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

 

Covid: aumentano le classi in DAD, personale assente fino al 30%

 

DADLa Gilda degli Insegnanti fotografa la situazione delle scuole italiane

La scuola italiana naviga a vista nel mare tempestoso di Omicron. Da Nord a Sud sono in costante crescita i casi di docenti e alunni positivi al Covid che costringono sempre più numerosi istituti a ricorrere alla didattica a distanza. Dall’indagine condotta dalla Gilda degli Insegnanti su tutto il territorio nazionale attraverso le proprie sedi provinciali, emerge una situazione molto preoccupante che rispecchia l’andamento generale dei contagi. 

Nella provincia di Crotone, tutti i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 15 gennaio, con possibilità di proroga di una settimana, a causa non solo dell’emergenza epidemiologica ma anche della difficoltà di tracciamento da parte dell’Asp. Solo il sindaco di Crotone, ritenendo illegittima l'ordinanza di chiusura, le ha tenute aperte, ragione per la quale gli studenti delle superiori sono in stato di agitazione. In ogni scuola si registrano diversi casi di positività tra il personale docente e Ata e tra gli studenti; diverse famiglie hanno fatto richiesta di attivazione della didattica digitale integrata.

Resta, irrisolto, il problema dei trasporti. Scenario analogo a nel capoluogo calabrese, dove le aule scolastiche resteranno off limits, anche qui, fino al 15. 

 

Restando ancora al Sud, la situazione si presenta grave a Palermo dove, come in tutto il resto della regione, dal 14 si ritorna in classe nonostante nella maggior parte delle scuole si registri almeno un paio di casi di positività per almeno i tre quarti delle classi. 

In continua evoluzione la situazione ltra Bergamo e Brescia, dove si assiste a un crescendo di assenze tra il personale scolastico e gli studenti, che oscillano in media tra il 10 e il 15%, con punte del 30% in poche scuole. Aumentano dal 5 al 15% anche le classi in DAD.

A Mantova le lezioni sono riprese regolarmente il 7 gennaio, ma sono in aumento i casi in città e in provincia. Frequente il ricorso alla didattica digitale integrata con circa 7-10 ragazzi in ogni classe assenti per quarantene o contagi. 

Molti gli studenti in quarantena fiduciaria a Venezia, dove il trend dei contagi è in crescita. 

Anche le scuole di Torino non se la passano bene: in media si contano per ogni classe 3 studenti in DDI, 6 assenti, 4-5 in DAD. Molti anche i docenti assenti, il che richiede il ricorso a continue supplenze. Nota dolente anche le connessioni internet, come segnalano gli insegnanti di un liceo della provincia di Ivrea, che lamentano di lavorare con classi dimezzate e di disporre di una rete internet insufficiente a reggere la didattica mista. “La maggior parte delle volte dobbiamo intervenire con i nostri cellulari attivando gli hotspot.

Una situazione insostenibile”, commentano. 

A Frosinone, e in circa 20 comuni della provincia, la ripresa delle attività didattiche è stata posticipata alla prossima settimana dopo un vertice tra i primi cittadini e i dirigenti scolastici. La decisione ha interessato una gran parte delle circa 80 scuole della provincia. 

Nella provincia di Cagliari le lezioni sono iniziate in presenza il 10, anche se in molte scuole gli studenti non sono entrati e sono stati rilevati casi di docenti in malattia in misura superiore allo standard. In provincia di Nuoro e di Oristano molti sindaci hanno emanato ordinanze di chiusura delle scuole per qualche giorno, come a Macomer, Ghilarza, Oristano, Bosa, Tresnuraghes. In quasi tutti gli istituti ci sono da 5 positivi in su e si applica la DAD o la DDI.

A Roma la situazione nelle scuole superiori e medie è di 4-5 alunni per classe positivi o in quarantena, quindi in DAD e DDI. Il 10- 15% dei docenti in alcuni istituti sono positivi o in isolamento. Molti docenti non sono tornati in classe dopo le vacanze natalizie perché positivi e, in alcuni casi, ci sono volute fino a due settimane per la guarigione.

Da Ferrara si fa notare che i referenti Covid e i dirigenti scolastici sono ormai come i dipendenti delle ASL, impiegati a tracciare e, a causa della mole di lavoro, non riescono a stare al passo e a predisporre in tempi brevi la DAD per chi ne ha diritto.

“L’affermazione che la scuola sia aprioristicamente un luogo sicuro è poco più di una battuta - commenta il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio - perché soltanto in rari casi gli interventi messi in atto da qualche ente locale hanno reso davvero sicura la riapertura.

In linea generale, però, ben poco è stato fatto per rendere la scuola più sicura di quanto fosse prima dell’inizio della pandemia. Avevamo perfettamente ragione, dunque, quando qualche giorno fa abbiamo sostenuto che il Governo stava mettendo la polvere sotto il tappeto e che le chiusure degli istituti scolastici sarebbero inevitabilmente arrivate con il progredire della pandemia”. 

 

Roma, 14 gennaio 2022

GREEN PASS ALUNNI: “BENE NOTA MI SU CONTROLLI, MA SENZA DELEGHE AI DOCENTI”

 

“Accogliamo con soddisfazione la nota di chiarimento, che ha recepito le nostre osservazioni, emanata oggi dal ministero dell’Istruzione sulla delicata questione dei controlli del Green Pass rafforzato degli alunni delle secondarie in presenza di due positivi in classe”.

Così la Gilda degli Insegnanti commenta il provvedimento con cui viale Trastevere è intervenuto dopo l’incontro di sabato scorso con i sindacati. 

 

La Gilda, però, mette in guardia i docenti dal rischio di essere impropriamente coinvolti nelle operazioni di controllo dello stato vaccinale degli studenti: “La nota del ministero stabilisce che siano i dirigenti scolastici a eseguire le verifiche, fornendo indicazioni precise in merito alle procedure da seguire. Siamo fortemente contrari, però, alla possibilità prospettata dall’Amministrazione che i dirigenti deleghino questo compito anche agli insegnanti e al personale Ata.

I controlli - motiva il sindacato - implicano il trattamento di dati sensibili e, di conseguenza, il rischio di incorrere in responsabilità anche di natura penale. Riteniamo, dunque, che il modo giusto per accertare lo stato vaccinale degli alunni, specie se minorenni, sia quello di predisporre una piattaforma informatica, così come già avvenuto per il personale, e auspichiamo che il ministero proceda al più presto in questa direzione”

 

Roma, 10 gennaio 2022

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

 

SU RIAPERTURE SCUOLE SI METTE POLVERE SOTTO IL TAPPETO, CHIUSURE DIETRO L’ANGOLO

“Prima di partecipare ai tavoli tecnici sulle numerose, e spesso complesse, questioni che riguardano la nostra scuola, vogliamo una risposta di carattere politico. Senza la volontà politica di discutere e confrontarsi, infatti, qualunque incontro diventa inutile, significa parlare del sesso degli angeli e perdere tempo”.

A dirlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo alla riunione convocata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la prima alla quale la Gilda prende parte dopo la sospensione delle relazioni sindacali e lo sciopero del 10 dicembre scorso.

“Al tavolo sulla mobilità, che rappresenta un tema molto importante, siamo disposti a partecipare soltanto se ci sono i margini per intervenire e incidere sulle decisioni da adottare, in particolare riguardo i vincoli. Non ha alcun senso discutere sui punti e sulle virgole – incalza Di Meglio – se poi ci viene negata voce in capitolo sulla sostanza dei provvedimenti”.

Sulla riapertura delle scuole il 10 gennaio, il leader della Gilda afferma che “è inutile parlarne, dal momento che sono già ampiamente note le indiscrezioni sulla decisione del governo” e ritiene che “in queste condizioni tirare dritto senza alcun ripensamento sia come mettere la polvere sotto il tappeto, perché in assenza di interventi sostanziali, le chiusure sono comunque dietro l’angolo”.

In merito, poi, all’avarizia dimostrata dal governo rispetto all’aumento stipendiale dei docenti, Di Meglio sottolinea la smaccata e grave disparità di trattamento rispetto ai dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni. “Questa differenza sta aumentando, invece di diminuire, e per contro vengono aumentati impegni di lavoro non retribuiti e responsabilità correlate anche alla pandemia”.

Riferendosi, infine, al contratto scaduto, il coordinatore nazionale della Gilda invita Bianchi a redigere al più presto l’atto di indirizzo necessario per l’apertura delle trattative all’Aran: “Si tratta di una partita cruciale e difficile a causa dell’unificazione di quattro comparti nella stessa area contrattuale, “aspetto che richiede un delicato lavoro di sintesi per declinare le esigenze di tutti i settori rappresentati”.

Roma, 4 gennaio 2022